Abbiamo quindi compreso che lo spread non è solo la distanza tra i nostri titoli pubblici e quelli tedeschi, ma anche il divario che si è spalancato tra noi e il resto d’Europa, e soprattutto tra ciò che possiamo ancora permetterci e ciò a cui siamo obbligati a rinunciare.
I maligni l’hanno letta come una norma a tutela degli azionisti; noi pensiamo invece che si tratti di offrire alle banche un’alternativa alla ricapitalizzazione, e quindi un modo di evitare una crisi di liquidità, visto che i tassi interni hanno raggiunto picchi del 13 per cento.
Ancora, a proposito di credit cruach, gira l’indiscrezione di una imminente immissione di liquidità dagli Usa in tandem con la Bce, non appena Draghi avrà un po’ di libertà da Frau Merkel.
La maggiore flessibilità in uscita in cambio della trasformazione dei contratti precari in rapporti di lavoro veri, con facoltà di licenziamento per cause economiche, era contenuta nella lettera della Bce, parzialmente recepita nella manovra di agosto, ribadita nelle 39 domande della Ue.
Fonte:
http://www.iltempo.it/2011/12/06/1307198-marlowe.shtml