Archivio per Agosto, 2008

Giustizia, Maria Falcone: Giovanni strumentalizzato

Il giorno dopo le sparate di Berlusconi sulla riforma della giustizia, arriva ancor più dura la risposta al Cavaliere da chi Giovanni Falcone lo conosceva bene. Il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 era stato chiamato in causa da Berlusconi, che aveva detto «mi ispiro a lui». Il premier che in passato ha più volte attaccato la magistratura, definendo i giudici ‘antropologicamente’ diversi e comunisti, ora arriva a dire che ora si vuole ispirare al magistrato che più volte in contrasto con il mondo politico. «Giovanni Falcone non ha mai chiamato i magistrati ‘avvocati dell’accusa’», dice la sorella Maria in un´intervista. Quanto alla separazione delle carriere, il magistrato ha sempre parlato di «separazione dell’ordine degli avvocati dell´accusa dall’ordine dei magistrati. Un termine nuovo».

La sorella del giudice dice tuttavia che «non vi è dubbio che per Giovanni nel processo accusatorio il pm doveva essere considerato ‘parte’». «La figura del pm va modificata senza ledere il principio dell’indipendenza della magistratura», dice. «Non vorrei però che qualcuno pensasse di separare le carriere anche per annullare la separazione dei poteri», aggiunge. E quanto all´obbligatorietà dell’azione penale Maria Falcone sostiene che «di obbligatorio c’è sempre stato molto poco. È evidente che una certa discrezionalità la magistratura l’ha sempre avuta».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78282

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Spezzatino alla Padana

Non è per niente vero che le alternative ad una riforma amministrativa, burocratica e politica delle Stato italiano si riducano ad un brillante accentramento delle funzioni alla francese e al semifederalismo alla tedesca, come lo aveva giudicato a suo tempo l´allora ideologo della Lega Gianfranco Miglio. Per rimanere alle esperienze europee, si potrebbe guardare allo statuto delle autonomie spagnole e all´efficace processo di devolution di rappresentanza politica, poteri e funzioni dal Parlamento di Westminster. Oppure alle assemblee scozzese, gallese e nordirlandese, ciascuna delle quali ha scelto, entro determinati limiti, compiti e uoli che pensava di saper svolgere meglio degli inglesi. Sarà anche opportuno ricordare che, guardando ai fondamentali, qualsiasi soluzione venga prescelta nel contesto italiano attuale, è assolutamente fuori luogo parlare di federalismo quando qualcuno riesce a strappare funzioni e soldi allo stato e all´amministrazione centrale. Quand´anche lo si facesse in maniera efficace questo tipo di intervento sarebbe nel migliore dei casi una fattispecie di devolution. E´ persino fastidioso dovere sottolineare ancora una volta che il federalismo originale e vero nasce dal basso, quando le autonomie locali, Comuni, Province ed eventualmente Regioni, decidono di concedere allo stato e all´amministrazione centrale (come fecero le classiche tredici colonie americane) quei poteri e quelle funzioni che altrimenti loro stesse non sarebbero in grado di esercitare in maniera tale da migliorare la qualità della vita dei loro cittadini.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78312

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D’Alema: «Così diventammo antisovietici» – Una primavera a Praga

alema,cosi,diventammfree Un viaggio nel tempo. Una riflessione a cavallo della testimonianza personale di chi visse in presa diretta quelle drammatiche giornate di quarant’anni fa e le riflessioni maturate nel corso del tempo da quel ragazzo allora diciottenne divenuto un leader politico e di governo: Praga ’68 nelle considerazioni di Massimo D’Alema. Considerazioni che partono dall’oggi e dal conflitto che, quarant’anni dopo, vede ancora impegnati i carri armati russi.Quarant’anni dopo l’agosto di fuoco a Praga, di nuovo un conflitto armato, quello con la Georgia, vede protagonista la Russia. Qual è la tua valutazione di una crisi che non può dirsi ancora conclusa?«Innanzitutto speriamo che l’iniziativa politica e diplomatica riesca effettivamente a fermare la violenza e ad evitare un’escalation del conflitto. È evidente che i conflitti di oggi hanno una natura fondamentalmente diversa. Allora fu determinante l’elemento ideologico, e cioè la volontà di stroncare sul nascere un esperimento di socialismo democratico che avrebbe potuto destabilizzare l’impero sovietico e i Paesi dell’Est. Oggi è la difesa di una sfera d’influenza russa in aree geograficamente ed economicamente strategiche, in particolare nell’Asia centrale. E rimane una forte carica nazionalista che è anche il lascito di una lunga stagione imperiale. Naturalmente non si può accettare una politica di ingerenza e l’uso indiscriminato della forza da parte della Russia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78200 newso,antisovietici,una,primavera,praga

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Calabria, Campania e Puglia a fuoco. Un morto e un intossicato nel Potentino – Interni

Si chiama Gaetano Cardacino, 48 anni, la vittima dell’incendio mortale di giovedì mattina nelle campagna di Genzano di Lucania, nel Potentino, durante la bruciatura di sterpaglie. La vittima è un agricoltore del posto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri che indagano sull’episodio, Cardacino potrebbe essere stato stordito dal fumo ed essere stato poi avvolto dalle fiamme che ne hanno provocato la morte. Nell’incendio è rimasto ferito anche il fratello Donato, 37 anni, che non è riuscito a soccorrere il famigliare. Il fuoco, sfuggito al controllo dei due fratelli si è poi propagato ed è statonecessario l’intervento dei vigili del fuoco per spegnerlo. Mercoledì sono stati 117 gli incendi boschivi divampati in tutta la Penisola a impegnare i mezzi e il personale del Corpo forestale dello Stato. La Calabria, la regione più colpita dalle fiamme con 53 roghi, seguita dalla Campania con 36, dalla Puglia con 7, dalla Liguria e dalla Toscana con 4, dal Lazio e dalle Marche con 3, dalla Basilicata con 2, dall’Abruzzo, dall’Emilia Romagna, dal Molise, dal Piemonte e dall’Umbria con 1 rogo ciascuna. Diversi gli interventi dei mezzi aerei del Corpo forestale dello Stato. Un elicottero partito da Roma Urbe, è intervenuto per domare un incendio divampato in località Papigno, nel comune di Terni. Le fiamme, con un unico fronte da 100 metri, hanno messo a rischio 100 ettari di macchia mediterranea.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78242

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Catania: 16enne tolto alla madre. «È comunista» – Interni

Ed ora la militanza di sinistra diventa una discriminante sociale, anche per i fatti di famiglia. L’iscrizione al circolo Tienanmen dei Giovani comunisti (organizzazione giovanile del Prc) è tra le motivazioni del provvedimento con cui la prima sezione civile del Tribunale di Catania ha affidato sedicenne al padre anziché alla madre. L’adesione del ragazzo al Tienanmen era stata segnalata dagli assistenti sociali, che hanno definito il circolo giovanile di Rifondazione un «gruppo di estremisti». Secondo il rapporto dei servizi sociali citato nella sentenza del Tribunale, ci sarebbe un adescatore maggiorenne, il segretario del circolo studentesco appunto, «che convince i ragazzi minorenni all’attivismo politico e all’iscrizione al gruppo». Peccato che nel circolo giovanile del Prc Tienanmen di Catania c’è una regola per la quale una volta compiuti i 18 anni bisogna iscriversi al circolo territoriale del partito. Come ci dice Pier Paolo Montalto, Segretario della federazione catanese del Prc, «l’attuale segretario ha 16 anni ed è un bravissimo ragazzo che ha fatto dell’antimafia e delle battaglie per la legalità una scelta di vita». «Se quello che è scritto sulla sentenza fosse confermato si tratterebbe di una discriminazione pesantissima – prosegue Montalto che tra l’altro è un avvocato – oltre ad essere una falsità disumana».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78197

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Mosca taglia la cooperazione con la Nato

Mosca lo aveva già annunciato all’indomani del vertice dei ministri degli esteri della Nato e ora lo ha formalmente comunicato ai vertici dell’Alleanza atlantica: per il momento sono sospese tutte le attività di cooperazione militare. A darne notizia è la stessa Nato, che per ora si limita a «prendere atto» della decisione presa dal governo russo. Decisione che mette a rischio anche l’accordo raggiunto a Bucarest lo scorso aprile, col quale la Russia concede l’uso del proprio territorio come rotta alternativa verso l’Afghanistan per i rifornimenti diretti alla missione Isaf. «Mosca – ha spiegato Carmen Romero, portavoce dell’Alleanza atlantica – ci ha informato attraverso i canali militari che il ministro della Difesa della Federazione russa ha preso la decisione di fermare le attività di cooperazione militare internazionale tra la Russia e i Paesi della Nato, fino a nuovo avviso». Il programma di cooperazione tra Russia e Nato – ha quindi ricordato la portavoce – prevede tutta una serie di azioni comuni: non solo esercitazioni terrestri e navali, ricerca e salvataggio in mare, emergenze civili, collaborazione logistica, scientifica e accademica. Ma anche lotta al terrorismo, gestione delle crisi, cooperazione contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti. Per il momento però è difficile capire in cosa di fatto si concretizzerà la decisione di Mosca. E per quel che riguarda la possibilità di transitare per il territorio russo verso l’Afghanistan, la portavoce della Nato ha spiegato che è presto per dire se la decisione del Cremlino riguarderà anche l’accordo raggiunto a Bucarest nell’aprile scorso.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78254

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Arrestato un uomo con armi irregolari

I carabinieri della Stazione Tor Tre Teste hanno arrestato un pregiudicato romano di 53 anni con le accuse di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, di munizionamento e porto illegale di arma clandestina. L’uomo è stato fermato ieri sera a bordo della sua auto, in via Generoso Pope, al Quarticciolo, mentre si stava recando a casa del fratello.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280244

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