Archivio per Luglio, 2008

Tre pompieri rimasti feriti vicino Latina

Tre vigili del fuoco del comando provinciale di Latina sono rimasti lievemente feriti la scorsa notte nell’esplosione di un ordigno bellico mentre da alcune ore erano impegnati nello spegnimento di un incendio. È accaduto poco dopo le due di notte a Sonnino. La squadra era stata chiamata intorno alle 22 per un incendio di macchia mediterranea in località Monte Romano, poco distante dal paese lepino.

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L’accoglienza del quartiere Fiera

Pace fatta fra il quartiere Fiera e i fedeli musulmani. Le proteste dei giorni scorsi si sono placate davanti al programma del prefetto, che prevede un solo giorno di preghiera al velodromo Vigorelli: oggi. Un compromesso considerato accettabile dalla maggioranza di coloro che hanno partecipato nei giorni scorsi alla mobilitazione. Solo una ventina di persone l’altra sera ha contestato i politici che hanno partecipato a un incontro per spiegare ai comitati le ultime decisioni prese. Le uniche iniziative contrarie annunciate sono quelle della Destra, con Daniela Santanchè. Simbolicamente il portavoce del comitato Fiera-Carlo Magno, Claudio Pozzari, incontrerà davanti al velodromo un giovane algerino, Nordin, per un giro nei pressi dell’impianto.

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È l’ora delle serenate con Haydn e Mozart

Il Festival Euro Mediterraneo si trasferisce questa sera al mausoleo di Cecilia Metella sull’Appia Antica per «Serenate d’estate», con l’esibizione dell’Orchestra del Festival Euro Mediterraneo che propone brani di Franz Joseph Haydn e W.A. Mozart. La scelta di dedicare una serata a questi due celebri compositori non è casuale: Haydn fu uno dei padri del Classicismo viennese e quest’anno ricorre il 200° anniversario della morte. Inoltre Haydn fu maestro di Mozart. Omaggio dunque al Maestro e al suo allievo con l’esecuzione di numerosi divertimenti e serenate fra cui anche la mozartiana Eine Kleine Nachtmusik.

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Con Serafino ecco Crema a tutta acquolina

Serafino, in piazza Garibaldi 15 a Crema, telefono 0373.81433, nato sette anni fa, è un negozio-tempio di golosità dolci e salate; 50 metri quadrati, tre vetrine con produzione a vista, dal produttore al consumatore. Tra le specialità, la Bertolina, un dolce fatto con l’uva, da assaggiare sino a fine settembre, o il salame Serafino, con prosciutto, scamorza, pancetta affumicata all’interno e ricoperto di pomodoro fresco. Non mancano la pizza in mille modi diversi, al trancio e alla teglia, pane stirato, pan sfoglia, ideale per salumi e formaggi, la treccia Serafino, pasta lievitata con ripieno di nocciola fatto in casa, brioche, pasticcini e ironiche torte sexy, tra le quali spiccano quelle ispirate a sinuose forme femminili, “curve pericolose” di frutta e creme varie. Oltre al gusto, infine, anche la vista viene soddisfatta, grazie alle ragazze presenti al banco, a coadiuvare il titolare, originario di Mantova, ma cremasco di adozione.

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Fiera, sit-in contro la preghiera

Per loro è una «pugnalata alle spalle». Improvvisa e «a tradimento». Per protestare contro la scelta del Vigorelli come «moschea a tempo» hanno messo in piedi un sit-in: un’ottantina di residenti, ma le firme raccolte in calce a una mozione contraria (della Destra) sono 3250, in tre giorni. E ora vogliono mandare una «valanga di telegrammi e fax al sindaco». Sono «paura» e «preoccupazione» le parole sulle loro bocche. Tutti citano il Ramadan al Vigorelli del 2006: «L’area fu lasciata in condizioni oscene. Sporcizia, degrado e cattivi odori». «E poi la zona non è adatta – dice Francesca, 40 anni, architetto – non è servita dai mezzi, non ci sono parcheggi? È congestionato, qui scoppia tutto». «Non siamo razzisti – spiega Claudio Pozzari, portavoce del comitato Fiera-Carlo Magno- ma non ci sono le condizioni».
Lo scenario da incubo è quello di «una viale Jenner moltiplicata per cinque: «E se venissero in 7-8mila persone invece dei 5mila previsti? Ci stanno, sarà un’invasione». «Perché non metterli nella “torre storta“ – scherza qualcuno – per una soluzione storta è perfetta». Una coppia vive in via Gattamelata da 50 anni. Non sembra avvezza alle manifestazioni di piazza: «La libertà di culto è garantita, ma qui si passa il limite, e dobbiamo pagarla noi?», domanda lei.

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Viaggio nella poesia con Cederna

Tempo fa aveva scoperto l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, nel suo significato di sofferenza, trasformandolo nel set di «Don Chisciotte e…» il suo Don Chisciotte moderno su pellicola, diretto da Bruno Bigoni. Giuseppe Cederna, questa sera, calcherà la scena del Teatro La Cucina, presentando, nell’ambito della rassegna «Da Vicino nessuno è normale» in programma fino alla fine di luglio in via Ippocrate, «Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta». L’artista che ama reinventarsi, scelto da Gabriele Salvatores come interprete di pellicole come Marrakesh Express e Mediterraneo, ancora una volta coinvolge il pubblico invitandolo a essere trascinato dall’armonia e dalla forza delle poesie.«Lo spettacolo – racconta Cederna – è la mia ultima invenzione nata da una miscela magica di passioni private e dal concetto di viaggio, non solo inteso come itinerario esistenziale, ma anche fisico. La serata sarà dedicata alla poesia, mettendo in evidenza come arriva e come entra nella vita di ognuno di noi e come spesso ci cambia; i temi ricorrenti sono la morte, il senso della vita, l’amore, inteso come motore di tutta la nostra esistenza, poi la felicità, ma anche il dolore». Rilke, Kavafis, le «Poesie d’amore» di Nazim Hikmet, e ancora Neruda, Bob Dylan e altri poeti che sorprenderanno lo spettatore attraverso la loro capacità di parlare all’uomo dell’uomo. «Porto in scena i poeti che frequento e che leggo più spesso; è sufficiente una fotocopia, qualche foglio da infilare nelle tasche dello zaino: dall’Algeria, all’India, o su un’isola greca la poesia rappresenta per me un punto di riferimento».

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Scacco alla holding dei trans che «importava» clandestini

Dalle favelas del Brasile ai marciapiedi romani, pagando somme straordinarie all’organizzazione che provvedeva a tutto: dal viaggio, alla casa fino al Viagra e agli anabolizzanti che servivano per «stare in strada». Lavorava così l’organizzazione sulla quale hanno alzato il velo i carabinieri della capitale che in oltre due anni di indagine sono riusciti risalire ai vari ruoli in Italia e in Brasile che avevano le 32 persone arrestate. Undici di queste sono italiane, piccoli pregiudicati che si occupavano della parte logistica, come l’affitto degli appartamenti. Gli altri sono tutti transessuali che gestivano o lavoravano sulle strade più conosciute dei transessuali, nella capitale. Il capo, scappato, è ricercato.Si è conclusa con l’emissione di nove misure cautelari e il sequestro preventivo di 15 appartamenti la terza fase dell’operazione «Gold Night», diretta dall’aprile 2006 dai carabinieri della compagnia Eur. Sgominata un’organizzazione criminale con sede in Brasile finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. La gang reclutava in Brasile giovani transessuali da piazzare sui marciapiedi della Colombo, di piazza dei Navigatori. E poi nell’area sottostante al «fungo» dell’Eur e sulla Togliatti.In tutto 32 arresti per sfruttamento della prostituzione e immigrazione clandestina. E poi 14 provvedimenti di custodia cautelare per reati connessi, come quello di aggressione a pubblico ufficiale, e all’identificazione di circa 100 trans brasiliani, tutti tra i 25 e i 35 anni.

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Quel giretto a Cholet che mi ha dato lo sprint

Damiano Cunego

Trentasette minuti abbondanti di crono. La verità è che la mia crono è durata delle ore, e forse l’esercizio più difficile non è stato durante, ma prima. La preparazione, la ricerca della concentrazione è la cosa più difficile da ottenere, soprattutto per uno come me che non è uno specialista. Sia ben chiaro, non ho vinto, ma mi sono difeso molto bene. Ma se sono riuscito ad ottenere questo buon risultato è stato grazie ad una preparazione che in pratica mi ha fatto pensare alla crono già dalla sera precedente.

Sapevo chiaramente che a Cholet non avrei vinto il Tour de France, ma ero altrettanto convinto che lì ieri avrei potuto perderlo. Ciò nonostante non mi sono fatto sopraffare dalla smania di fare chissà che cosa: ho solo fatto bene ciò che sapevo di poter fare. Ciò che le mie gambe, il mio cuore e la mia testa hanno saputo assolutamente fare. Così la mia cronometro è cominciata ieri mattina alle 8, quando mi sono alzato, e con tutta calma ho scrutato il cielo, ho chiamato casa, ho dato il bacio del buon giorno a Margherita e Ludovica e poi solo dopo essermi lavato e non rasato, sono sceso a fare colazione: cereali, latte e panini con la marmellata, e già che c’ero anche una piccola razione di spaghetti in bianco. Poi alle 9 e 15 in compagnia di Maurizio Piovani, il mio diesse e di Marzio Bruseghin, mio prezioso compagno di squadra, siamo andati a provare il percorso.

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Saldi by night, 7mila negozi aperti caccia all’affare anche in carrozza

(…) del principe azzurro. Nella Notte bianca dei saldi che scatta alle 19 e potrà andare avanti anche fino alle 6 di domani mattina (il permesso del Comune c’è, bisognerà vedere la resistenza di commercianti e clienti), i milanesi potranno fare acquisti persino a cavallo: una carrozza girerà non-stop tra corso Garibaldi e via Solferino. É solo una delle iniziative messe in campo da Palazzo Marino e Unione del commercio per lo shopping scontato by night. Oltre settemila i negozi che dovrebbero rimanere aperti fino a tardi, sia in centro che in periferia. Giorgio Montingelli, delegato per il territorio dell’Unione del commercio, garantisce che l’adesione sarà altissima perchè «l’anno scorso fu un grande successo, e chi non aveva lavorato allora si è pentito e questa volta non vuole perdere l’occasione». Tanta musica, spettacoli e diverse strade chiuse al traffico per agevolare la «corsa» dei clienti. In corso Buenos Aires niente auto dalle 19 alle 4 di notte, la strada si trasforma in un luna park all’aperto con venticinque giostre. Per i bimbi verrà organizzato anche un teatrino dei burattini. Nella vicina via Spallanzani invece dieci studenti-chef delle scuole alberghiere, affiancati da noti ristoratori in veste di tutor, si scontreranno dalle 20.30 nella preparazione di piatti della tradizione come risotto, cotoletta alla milanese e minestrone. In giuria, tra gli altri, Elio Fiorucci e Giorgio Forattini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274813

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Pergamene in tournée

Che cosa disse nel 1805 Napoleone, brancando la corona ferrea e stravolgendo il protocollo della cerimonia, crediamo di saperlo un po’ tutti. Quello che invece sfugge ai più è come il già Imperatore di Francia e futuro Re d’Italia trascorse a Milano le ultime ore di attesa della sua incoronazione nel maggio di quell’anno. Emozione, allergia all’etichetta, sicumera. Sì, un po’ di tutto questo. La storia, per chi la sa ascoltare, è una fonte inesauribile di spunti teatrali, di scene che possono diventare scenografie. Con l’obiettivo di far rivivere la memoria e di tornare ad imparare dal passato, ripassandolo in modo più gradevole che non sui tomi e libroni, torna a Milano «Scene dalla Storia», la rassegna di teatro storico curata dai Musei ed Archivi storici lombardi insieme con il Centro nazionale di promozione teatrale Appi. Protagonisti del 2008 saranno tre grandi periodi storici: oltre al periodo napoleonico con Scene da un’incoronazione, sarà affrontata la memoria della Grande Guerra con Non ti ricordi quel mese d’aprile? e riproposta l’epopea garibaldina con Un eroe italiano. Questi sono i cardini delle tre pièce teatrali che andranno in scena, da stasera a domenica, e in autunno a Milano nei cortili del Museo del Risorgimento e poi in tournée in Lombardia. Già perché per redigere il canovaccio delle rappresentazioni oltre che di bravura e fantasia gli autori si sono armati di pazienza e hanno «ripassato» sodo: molto del materiale viene dagli archivi storici lombardi, ben nove istituzioni, dalle Civiche raccolte storiche di Milano, all’Archivio si stato, passando per le raccolte di Bergamo, Pavia, Como e Monza.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274824

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